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La trasparenza come base per l’ottimizzazione

Ottimizzare un annuncio pubblicitario permette di ottenere risultati apprezzabili. Tuttavia bisogna sempre difendersi da comportamenti poco corretti praticati da intermediari e partner pubblicitari. Ecco i parametri che dovresti sempre tenere sott’occhio quando fai partire una campagna programmatic

I cookie e l’analisi del comportamento degli utenti hanno radicalmente cambiato il modo di fare advertising sul web. Le nuove strategie si basano integralmente sui dati raccolti e su algoritmi che riescono a targetizzare in maniera molto precisa l’utente del web. Dalle pagine visitate, alle ricerche effettuate, passando per dati anagrafici e patrimoniali: le più moderne piattaforme possono incrociare tutti questi dati per un risultato impeccabile.

Lo scopo è ottenere click, impressions e conversioni altamente qualificate, magari evitando aste che possano dilapidare il tuo budget in pochi giorni. Il programmatic è infatti un modo di fare pubblicità potenzialmente molto economico, dato che scegliendo i click giusti è quasi possibile fare centro ogni volta. Tuttavia l’operazione non è esente da problematiche.

Come verificare i dati del partner

La trasparenza è fondamentale in questo processo: l’inserzionista dovrebbe vigilare sul corretto svolgimento della campagna. Sono infatti molte le pratiche scorrette che i partner possono applicare per aumentare la propria quota di retribuzione, che a volte non è giustificata dal rendimento.

Una buona piattaforma dovrebbe darti garanzie sul formato degli annunci, su quale rete verranno visualizzati e che opportunità di monitoraggio possono offrire. Nelle campagne pubblicitarie, infatti, a regnare sono i dati: c’è poco spazio per l’intuito, il consiglio è sempre quello di puntare sui numeri.

La trasparenza – va da sé – dovrebbe esserci a monte, nell’analisi dei dati grezzi. Paragonare due partner della stessa campagna permette di farsi un’idea sull’efficacia degli annunci e sulle possibilità di raggiungere i giusti lead. Nel caso si conoscano case history dei propri competitors è anche possibile mettere a paragone i risultati, e cercare di trarne le somme.

I comportamenti scorretti su cui vigilare

Alcuni partner tendono a praticare comportamenti scorretti nei confronti dell’inserzionista. Uno di questi potrebbe riguardare la concentrazione del budget pubblicitario in una finestra di tempo più ridotta rispetto alla campagna, rischiano di escludere parte importante del target. La trasparenza, in questo caso, significa anche mostrare le fasce orarie in cui gli annunci vengono più visualizzati.

Altra pratica scorretta è l’”accodarsi” ad un competitor. Ovvero molti partner tendono a monitorare costantemente i risultati di un altro partner sulla stessa campagna: si cerca quindi di mostrare gli annunci agli stessi utenti, con il rischio di pagare due volte il click di un cliente.

Bisogna anche fare attenzione ad anomalie nei fattori CPC e CPA, che potrebbero nascondere meccanismi poco chiari nelle aste per le keyword preferite.

C’è da dire che molte delle piattaforme operanti nel programmatic sono molto attente nel fornire tutte le garanzie del caso al cliente, e anche un intro alla materia per gli advertiser alle prime esperienze. La fiducia reciproca emerge come elemento sempre più centrale nel marketing: la fiducia riposta nella piattaforma giusta può portare risultati molto importanti.