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Come l’algoritmo di Facebook sta cambiando la piattaforma

13 Lug , 2016

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C’è una cosa che più di tutte mette a dura prova i Social Media Manager di tutto il mondo,  persino i più esperti. Un’entità dalla forma non totalmente definita ma dal nome ben conosciuto: EdgeRank, l’algoritmo di Facebook.

Dal Dicembre 2015 al 29 giugno 2016, data dell’ultimo aggiornamento, l’algoritmo è stato aggiornato o modificato quattro volte.

Sappiamo che l’idea principale di Facebook è quella di tenere gli utenti sulla piattaforma e di non farli uscire, scontrandosi con chi invece utilizza la piattaforma per incrementare il numero di visite al proprio sito web. Sappiamo anche che queste sono convenienze dettate da meccanismi di monetizzazione, ma arrivati a questo punto vogliamo capire a fondo quale sia il reale impatto sulla comunicazione di questi cambiamenti così repentini.

Buzzsumo ha analizzato 25 milioni di post, condivisi tra aprile 2015 e giugno 2016, di 10mila publisher diversi. Da questo studio, che inizia dal primo dei quattro aggiornamenti, si assiste ad un calo delle condivisioni dei post.

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Si nota soprattutto un calo drastico nelle condivisioni dei post che contengono link, che quindi potenzialmente portano le persone sui siti al di fuori della piattaforma. E’ evidente che Facebook, penalizzando questa tipologia di post, voglia prediligere invece gli Instant Articles pensati proprio per non fare abbandonare la piattaforma dagli utenti.

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Anche i post accompagnati da immagini, che una volta erano i contenuti privilegiati, stanno riscontrando un calo in termini di condivisioni. La reach organica di questa tipologia di post, come si può osservare dal grafico, si è indiscutibilmente ridotta

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Dalla parte opposta invece, si sta assistendo ad una vera e propria impennata di condivisioni di contenuti video. Guarda caso proprio il tipo di contenuti su cui Facebook, per stessa ammissione, vuole puntare in progetti di espansione futuri tanto da annunciare che da qui ai prossimi 5 anni i contenuti della piattaforma saranno solo video.

Così cresce il numero di post pubblicati dai publisher contenenti video nativi

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e aumentano in maniera esponenziale le loro condivisioni

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Questi dati non fanno altro che confermare l’assoluta dinamicità e imprevedibilità del mondo digitale. Lavorare con le piattaforme social significa sempre di più adattarsi ai repentini cambiamenti, in questo caso dell’algoritmo della piattaforma Facebook, ed elaborare continuamente nuove strategie per comunicare nel migliore dei modi i prodotti e i servizi dei clienti.

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